SMART WORKING: Ufficio Everywhere

Un modo innovativo e più flessibile di organizzarsi all’interno dell’azienda, di gestire i propri spazi, i propri tempi e soprattutto le proprie responsabilità.

SMART WORKING: Ufficio Everywhere

Ogni volta che qualcuno mi chiede che lavoro faccio, nel momento in cui racconto che l’80% della mia attività lavorativa si svolge in casa, tramite smart working/lavoro agile, i miei interlocutori si dividono in due diverse ed opposte categorie:

I primi, solitamente la maggioranza, mi rispondono “quindi proprio da casa tua?! beata, quanto ti invidio!”, mentre la seconda categoria, un po' più scettica, mi chiede “ma non ti senti sola tutta il giorno, non lo trovi alienante?”

Entrambe le reazioni mi sembrano più che lecite e corrette, ma cerchiamo di fare insieme un po' di chiarezza su cosa si intende con Smart Working e quali pro e contro porta con se.

Secondo la legge Legge n. 81/2017, Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Questa è la definizione che giuridicamente viene attribuita allo Smart Working, ma più in generale e semplicemente, il lavoro agile è una modalità di svolgimento della propria attività lavorative e di carriera al di fuori del classico ufficio open space con scrivania e sedia.

Più correttamente possiamo parlare di lavoro flessibile che significa poter lavorare dalla propria abitazione, come nel bar del centro città, fino a soluzioni ancora più alternative.

È un modo innovativo e più flessibile di organizzarsi all’interno dell’azienda, di gestire i propri spazi, i propri tempi e soprattutto le proprie responsabilità.

Questo è un tema fondamentale quando si parla di Smart working: responsabilità e fiducia vanno di pari passo nella scelta sia dell’azienda che del dipendente di adottare questa metodologia.

Essere lontano dal “classico” ufficio non significa prendere meno seriamente i proprio compiti e obiettivi, ma al contrario avere la possibilità di organizzare meglio il proprio tempo e risorse per investire in produttività ed efficienza.

Ed è proprio sull’efficienza che vorrei soffermarmi; secondo una recente ricerca condotta in Italia da IWG, gruppo di aziende fornitrici di spazi di lavoro flessibile (tra cui Regus, in cui Ibuildings Italia si appoggia come Head Quarter), lavorare in luoghi diversi rispetto all’ ufficio tradizionale, aumenta in modo esponenziale l'efficienza, infatti l'80% degli intervistati indica nel fattore produttività la chiave vincente del lavoro flessibile. Produttività che va di pari passo con la soddisfazione del lavoratore, la quale aumenta, per il 71%, lavorando da remoto.

Ma come siamo arrivati a lavorare in agile?

Sicuramente è merito dell’evoluzione tecnologica e della continua curiosità dell’uomo che porta a scoperte e soluzioni che fino a pochi anni prima ci sembravano impossibili.

Prima tra tutte, la diffusione della linea Wi-fi!

Ed è proprio grazie a questa che lo smart worker inizia a identificare i suoi principali strumenti di lavoro: computer e connessione ad Internet, ovunque e in qualsiasi momento.

Iniziano così ad aprirsi scenari diversi ed innovativi, che non vedono più l’openspace o l’ufficio come l’unica postazione di lavoro, ma al contrario, qualsiasi posto può essere riadattato per lavorare da remoto.

Anche i bisogni cambiano e per rimanere al passo con lo sviluppo, anche i datori di lavoro hanno o stanno sentendo la necessità di modernizzare l’infrastruttura di rete, per fornire ai dipendenti strumenti e devices tecnologicamente più avanzati, per operare in modo più veloce ed efficiente e soprattutto per essere sempre accessibile da remoto.

Per avere qualche dato in più, grazie ad uno studio dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, il fenomeno dello smart working si sta diffondendo piano piano a macchia d’olio anche in Italia, coinvolgendo l’8% complessivo della forza lavoro e secondo un’indagine pubblicata a ottobre 2018, sono circa 305.000 i lavoratori che utilizzano questa tipologia di lavoro, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente e addirittura del 60% rispetto al 2013.

Un fenomeno, quello del lavoro da remoto, che sta coinvolgendo e sicuramente incuriosendo moltissimi lavoratori ed altrettante aziende. Infatti, per entrambi, questo modo innovativo di collaborare comporta diversi vantaggi:

Dal punto di vista del dipendente, come anticipato in precedenza c’è il grande vantaggio di potere armonizzare meglio i tempi di lavoro e quelli di vita. Potersi dedicare maggiormente alla propria famiglia o semplicemente alla propria vita personale (questo spesso si esplicita anche nel guadagnare il tempo (e il denaro) molte volte perso nel viaggio casa-lavoro lavoro-casa).

Inoltre, lavorando da casa, c’è un minore impatto ambientale, e secondo gli esperti del Politecnico di Milano, un solo giorno di remote working alla settimana può far risparmiare a un singolo lavoratore oltre 40 ore all’anno di spostamenti, diminuendo la produzione di anidride carbonica nell’aria nell’ordine di 135 kg ogni dodici mesi!

Per quanto riguarda l’azienda, senza dubbio possiamo considerare il risparmio dovuto alla riduzione dei costi per via della eliminazione di una postazione fissa per il lavoratore, anche semplicemente l’affitto di un locale e le utenze.

Per non parlare della drastica riduzione del livello di assenteismo e la crescita a livello di cultura aziendale e di team, visto che in più contesti è stato rilevato che poter lavorare agile permette di aumentare la soddisfazione lavorativa e quindi anche la partecipazione a livello di team.

Tra gli svantaggi, come risvolto della medaglia, possiamo incappare nell’isolamento delle relazioni lavorative, ovvero nella mancanza di confronto continuo con il collega della scrivania vicina che fisicamente in alcuni momenti della giornata può fornirci un supporto o un aiuto.

Oltre alla possibilità di essere “quasi sempre” reperibili e quindi connessi alle esigenze dei clienti o del datore di lavoro, generando uno stato di stress con relative patologie.

Anche se, su questo ultimo punto è intervenuta la legge, con il diritto di disconnessione contenuto nel disegno legge AC. n. 2233 B, approvato definitivamente dal Senato il 10 maggio 2017.

La Giurisprudenza quindi sottolinea che nei contratti di smart working siano contemplati orari di disconnessione proprio per tutelare il tempo e la salute del lavoratore.

Per concludere, lo Smart Working permette di introdursi in un mondo innovativo, che non si ferma mai, che è sempre pieno di novità e sorprese, che permettere di conciliare vita personale e professionale, ma che allo stesso tempo permette, se coltivato, di mantenere l’antico rapporto tra colleghi, che essi siano visti di persona o virtualmente su uno schermo.

Noi, come team di Ibuildings Italia percepiamo lo smart working come uno stile di vita che si interseca con l’attività lavorativa.

Per Giulia Meneghello, la nostra Team Leader Design Strategy, “lavorare da remoto permette di vivere la vita che voglio, di realizzare i miei sogni personali e di dedicarmi alle persone e alle cose che amo, senza dover lottare contro il famigerato tempo; e anche se lavoro spesso in “tuta da casa”, per non dire pigiama (e non me ne vergogno) quello che do al lavoro è sempre il mio 120%, perchè sono nel mio ambiente, lavoro in una condizione di confort, tranquillità e serenità ed è questo quello che più conta.”

Mentre per Alessia Longo, Ux Strategist di ibuildings:

lavorare da remoto significa avere ben chiare le attività da svolgere e i tempi di consegna per pianificare la propria giornata lavorativa. Il treno ritarda? Non importa! Posso portarle avanti seduta alla scrivania così come al bar in attesa del treno.

Insomma, possiamo concludere sostenendo che è la capacità di adattamento e di evoluzione che ci permette di migliorare e di raggiungere obiettivi sempre più sfidanti, e il lavoro da remoto, penso proprio faccia parte di uno di questi.