Smart working: l’evoluzione del lavoro in Italia durante e dopo il Covid-19

Lo smart working, causa emergenza sanitaria del Coronavirus, negli ultimi mesi è diventato la modalità di lavoro più utilizzata. Ecco alcune best practice da mettere in pratica.

Smart working: l’evoluzione del lavoro in Italia

Cos’è lo smart working

Smart working si traduce con “lavoro agile”.
Per trovare una definizione di questo termine davvero completa è necessario dare una lettura alla Legge n.81/2017 (legge sullo smart working).
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali descrive lo smart working come:
Una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.
Possiamo affermare che la parola “smart working” per molte persone in questo periodo di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 sia diventata sinonimo di “sfida” ma anche di “crescita”.
Lo smart working, ha fatto ricredere molte persone rispetto ai suoi benefici, ci ha permesso di lavorare da casa, per molti per la prima volta, magari anche in tuta (ecco svelato il “mistero” per cui sui vari e-commerce di shopping online l’abbigliamento basic è sold out da mesi).

Il lavoro in Italia negli ultimi mesi e l'evoluzione dello smart working secondo i dati ISTAT

Introducendo alcuni dati pratici è interessante scoprire, attraverso un’indagine ISTAT, che nei mesi di gennaio e febbraio 2020, periodo precedente all’emergenza, escludendo le imprese prive di lavori che possono essere svolti fuori dai locali aziendali, solo l’1,2% del personale era impiegato in lavoro a distanza.
Nei mesi tra marzo e aprile 2020 la percentuale di lavoratori in smart working è salita improvvisamente, complessivamente, all’8,8%.
I settori che hanno maggiormente adottato la modalità di lavoro in smart working sono stati:

  • servizi di informazione e comunicazione (da 5,0% a 48,8%)
  • attività professionali, scientifiche e tecniche (da 4,1% a 36,7%)
  • istruzione (da 3,1% a 33,0%)
  • fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (da 3,3% a 29,6%).

I numeri appena elencati ci raccontano che molte aziende sono riuscite nel giro di poche settimane a rispondere all’emergenza con resilienza: sono state in grado di implementare sistemi informatici e organizzativi capaci di permettere alle persone di poter continuare a lavorare direttamente dalle proprie abitazioni.
Lo smart working forzato degli ultimi mesi ha anche aiutato l’ambiente grazie alla diminuzione del traffico nelle città, e di conseguenza dell’inquinamento.
Interessante è il caso di Roma: durante il periodo di lockdown la capitale è tornata a “respirare” merito della diminuzione delle emissioni di anidride carbonica emesse nell’aria.
Nella fase post lockdown che stiamo vivendo attualmente (maggio-giungo 2020) è stimato che il 5,3% di lavoratori continuerà a lavorare in modo telematico, soprattutto le grandi e medie imprese.

Ecco come migliorare il proprio lavoro in smart working

Iniziare a lavorare in smart working può non essere facile. Improvvisare, in questo caso, non è la strategia corretta.
Mettere in pratica un piano organizzativo “agile” capace di supportarti giorno per giorno, invece, può essere una valida soluzione e aiutarti di gestire in maniera ottimale il tuo lavoro.

Sei regole fondamentali per lavorare in smart working

Ecco sei valide regole pratiche che puoi applicare da subito per gestire il tuo tempo e migliorare il tuo lavoro in smart working:

  1. Suddividi il tuo lavoro in task
    Organizza le tue attività in task granulari. I task sono strumenti validi per avere un’overview costante sui progetti. Porta a termine ogni task, volta per volta, e dopo aver raggiunto il tuo obiettivo concentrati sul successivo.
  2. Pianifica stand-up
    Schedula stand-up, appuntamenti quotidiani, con il tuo team. Fai in modo che lo stand-up diventi un momento in cui fare un punto della situazione, insieme al tuo team, sull’andamento del tuo business.
    Confrontarsi con il team aiuta a focalizzarsi sui goal da raggiungere durante la giornata.
    Cerca di rendere gli stand-up momenti di ritrovo stimolanti e quindi non noiosi. Definisci insieme al tuo team, un moderatore in grado di rendere interattivo questo momento virtuale.
  3. Organizza, alcuni momenti di svago
    Alcuni esempi? Pause caffè virtuali, aperitivi o call di approfondimento su hobby in comune (questo provvederà ad aumentare il senso di community e diminuire il senso di alienazione).
  4. Scegli con attenzione i tool da utilizzare
    Scegli tool adatti validi che facilitino l’attività di team da remoto (come Atlassian).
  5. Sii creativo
    Individua strumenti creativi e originali per rendere il tuo lavoro di team interessante e non troppo ripetitivo.
    Ti consiglio di provare a rendere i tuoi online meeting ancora più interattivi grazie all’utilizzo di queste card virtuali.
  6. Videocamera off o on?
    In molti siamo impacciati davanti alla videocamera e sappiamo che inizialmente ci si può non sentire “esattamente” a proprio agio.
    Non accendendo la videocamera però è bene che tu sappia che si rischia di perdere tutto quella parte di comunicazione non verbale fondamentale durante le conversazioni.
    L’utilizzo della videocamera, durante le online call, rende più chiaro quanto viene esplicato, evitando incomprensioni.

Come lavorare in smart working

In Hinto utilizziamo da sempre lo smart working.
Con il trascorrere degli anni abbiamo individuato i tool perfetti per poter sfruttare al meglio il lavoro in smart working. Tra questi c’è Atlassian, di cui siamo partner.
Grazie alla suite Atlassian, attraverso Jira, Confluence e Trello riusciamo ogni giorno a raggiungere i nostri obiettivi in modo efficace e siamo in grado di gestire la comunicazione tra di noi in modo facile e veloce.

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